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Archive for Novembre, 2010

Piazza Castello 29

A proposito di un ponteggio in Piazza Castello, civico 29, Milano

Claudio Sangiorgi

In questi giorni si sta avviando l’intervento di “Riqualificazione del compendio immobiliare” di Piazza Castello 29 a Milano, come recita un’anonima tabella di cantiere affissa sul ponteggio verso strada e come testimonia ancor più, un ordinato ponteggio metallico che svetta verso il cielo ben oltre la gronda della palazzina che avvolge.

Per me, architetto, bolognese per nascita, la nota tutta lombarda, di ricondurre avvenimenti e cose a dati di classificazione regolamentare, secondo un registro di efficienza burocratica al limite dimentica dell’oggetto su cui si interviene, è qualcosa cui non mi sono ancora abituato, nonostante viva da sempre a Milano. Un mio vicino, il Siùr Necchi, bravissima persona e grande spirito di iniziativa, mi raccomanda sempre di valutare le persone secondo la loro capacità di “far andar le mani”… come, dove e perché, tutto sommato, non ha una grande importanza… “Se fém, sifulum?” (mi si perdoni l’eventuale errore di restituzione della fonetica), che ho sentito sovente ripetere dai veri milanesi, con una certa qual insofferenza per chi si perdeva in pause di riflessione, potrebbe essere la lapidaria chiosa di questa attitudine al fare, sempre e comunque.

E così Piazza Castello 29, ridotta alla sua numerazione civica, resta una collocazione come un’altra (più appetibile delle altre, però…) nella sterminata macchia d’olio della città, su cui appunto esercitare la meneghina frenesia al produrre. L’ammontare di quel fare? Duemilioniequattrocentocinquantamila Euro (a meno di errori di interpretazione delle virgole), specifica la notifica preliminare posta a fianco della succitata tabella, ove sono riportati i nominativi del progettista e direttore lavori, del calcolatore delle strutture, dell’impresa, dei coordinatori, ecc., a documentazione di un intervento di probabile complessità tecnica e pari incidenza sui manufatti.

Eppure Piazza Castello 29, per chiunque sia architetto, non è solo l’ultimo condominio dell’esedra di Piazza Castello prima del Parco Sempione: è, invece, la “Casa al Parco” di Ignazio Gardella, edificio simbolo di una stagione dell’architettura milanese, riuscita sintesi del sempre difficile rapporto forma-costruzione e, sin dall’origine, testimonianza diretta del problematico relazionarsi della sensibilità progettuale (anche questa tipicamente milanese, scevra di indulgenze estetizzanti) e delle sue ragioni con le logiche ben più concrete dell’imprenditoria lombarda.

Sarà perché ho scritto un breve saggio su Piazza Castello 29, sarà perché chiedo sempre ai miei studenti del Politecnico di recarsi a vedere l’edificio, allorquando e non solo impegnati in attività di progettazione di residenza collettiva, ma non mi capacito del fatto che i milanesi, che passano davanti all’attuale cantiere, non sentano un turbamento, nel vedere l’abbraccio del ponteggio metallico in cui è stata racchiusa l’esile e candida palazzina, e non chiedano a gran voce di capire quale sarà l’esito di quell’operazione di “riqualificazione”.

Magari una bella immagine grafica al computer, di quelle che servono oggi per vincere i concorsi e finire sulle pagine delle riviste di settore, sarebbe qualcosa da sempre chiedere ai responsabili degli interventi sul costruito, proprio a ribadire la verità enunciata una volta per tutte da Loos con il suo: “La casa deve piacere a tutti…”; sì che tutti possano giudicare la natura delle opere in corso e la qualità del parere espresso da chi, per ruolo e mandato pubblico, dovrebbe farsi garante della tutela dei valori collettivi incarnati dalle pietre degli edifici.

Milano, esprimo un parere personale, ha perso negli ultimi vent’anni la grande occasione di ridisegno complessivo del proprio corpo offerto dal recupero delle aree dismesse; ha recuperato i sottotetti e creato grandi parcheggi sotterranei. Ha fatto, e molto, andare le mani. Tutto sempre (o quasi) con efficiente zelo e concreto pragmatismo. Sarebbe bello che sulla Casa al Parco Sempione di Gardella, ovvero su Piazza Castello 29, il progettista della riqualificazione si sia concesso qualche momento di riflessione, anche solo per fischiettare a dispetto del borbottio di rimprovero del Siùr Necchi.

Dida Immagini: Il ponteggio sorto in questi giorni intorno alla Casa al Parco di Gardella, per un previsto intervento di “riqualificazione”.

Material Connexion Materiali Creativi

Si inaugura in Triennale Bovisa il 2 dicembre la Mostra, organizzata da Material Connexion, “Materiali Creativi”, cui lo studio ha partecipato con 4 proposte di ironicdesign

Visita a Palazzo Mondadori

mondadori locandina

– Nell’ambito del Corso di Tecnologia dell’Architettura tenuto presso il Politecnico di Milano, insieme con il collega Davide Luraschi, si è organizzata questa visita, resa particolarmente significativa dalla ricorrenza del cinquantenario della fondazione di Brasilia